
Forte religiosità, vie di comunicazione
e fortificazioni : ecco i tre elementi - chiave intorno ai quali
sono nati e si sono sviluppati i vari centri di Colle Brianza.
Le popolazioni di questo territorio, dall'era pagana a quella
cristiana hanno sempre dimostrato un forte senso religioso. In
epoca romana pensiamo ad esempio alla probabile presenza di un
tempio dedicato a Giove ( a Giovenzana) e a Giano (sul Monte Genesio)
; nel periodo medioevale all'importanza della Chiesa di S. Vittore
e alle altre tre Chiese presenti già allora sul colle.
Eredi di una forte tradizione e fede cristiana sono anche le attuali
11 Chiese presenti sul territorio comunale, e le numerose cappelle
ed edicole che costellano campi, case e vie. Spesso i grandi centri
e un forte sviluppo hanno avuto origine lungo importanti vie di
comunicazione. Parecchi sono gli elementi che portano alla conclusione
che qui passasse un'antica via che collegasse le fortezze del
Monte Barro con quella di Hoè, evitando le zone paludose
sottostanti. Ecco quindi il sorgere di luoghi di commercio (Università
del Monte) e di sosta, come Tegnone, Nava e Cagliano. Non dobbiamo infine dimenticare l'importanza
strategica di questo Monte : da qui semplice e funzionale doveva
essere il controllo e la comunicazione con le terre circostanti.
Già nel 1200 la cima del Monte di Brianza veniva denominato
"Castellaccio". Probabili residui di fortificazioni,
segno di un organico sistema di difesa si possono notare tutt'oggi
(La Tor di Bestetto, il complesso del Campanone ...).
Romani e barbari, cultura medioevale e invasioni spagnole nel
corso dei secoli si sono avvicendate anche su questo colle ; le
storie e le vicende dei popoli si sono così intrecciate
tra loro, modificando talvolta strutture e culture precedenti.
Una forte eredità storica e culturale ci hanno lasciato
i nostri padri, sicuramente da riscoprire e conservare. Anche
noi, "gente di navigatori, di poeti e di Santi" non
possiamo vivere senza un passato!
"Quando un popolo non ha più
senso vitale del suo passato si spegne. La vitalità creatrice
è fatta di una riserva di passato. Si diventa creatori
anche noi, quando si ha un passato. La giovinezza dei popoli è
una ricca vecchiaia" (C. Pavese).
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Il Campanone
Oggi proprietà della famiglia
Bassetti , ha ben conservato il volto architettonico del
complesso. Molti sono i manoscritti antichi e i riferimenti soprattutto
medioevali, che addirittura gli attribuiscono una Università
(dal punto di vista artigianale), ma rari riscontri concreti.
Pochi infatti sono stati i ritrovamenti archeologici che
confermerebbero questa o quella tesi. Probabilmente gran
parte della storia del Monte di Brianza è ancora
conservata sotto terra.
Parecchi elementi attestano l'importanza delle sue fortificazioni
addirittura già in età tardomedioevale.
Dal 1200 fino a tutto il Medioevo la Chiesa di S. Vittore
esercita una forte autorità tanto da avere un rettore,
molti possedimenti e una notevole supremazia sulle Chiese
circostanti.
Nel corso dei secoli a partire dall'invasione spagnola la
parrocchia di Brianza (così è denominata nei
manoscritti), conosce un lento ma incessante declino fino
all'abbandono. Da qui si può ammirare un meraviglioso
paesaggio, costellato di monti e laghi. Il giardino e i
boschi oggi ben tenuti , sembrano coronare un sogno d'altri
tempi. Nelle giornate limpide, la catena delle Alpi, e in
particolare il Monte Rosa, appaiono come stupenda cornice
a quella torre che su tutto domina piena di mistero, di
leggenda e di sacralità, diventata il simbolo dell'intera
Brianza.
Da vedere :
1. L'intero complesso è antecedente al 900 ed è di enorme interesse archeologico. La Chiesa di S. Vittore risale al XIII secolo. Sotto il suo altare nel 1500 fu ritrovata un'importante epigrafe probabilmente del V secolo che parla di un certo Merebaudo lì sepolto. La Chiesa di Brianza era quindi un ambito centro di potere, di prestigio e con una forte tradizione.
2. Il Campanone è un rifacimento sicuramente posteriore al XVI secolo di una precedente torre della cui funzione ci sono tutt'oggi pareri discordi.
3. Nel giardino che circonda gli edifici si può notare un coperchio di sarcofago romano di tipo Ravennate.
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Bestetto
Uno dei più antichi rioni di Colle Brianza. Già
a partire dalla fine del XII° Secolo troviamo alcune
testimonianze scritte della sua esistenza. Dal 1200 al 1300
(circa) era presente una comunità di Umiliati.
Da vedere:
1. Ancora oggi è possibile scorgere
i resti di un ampio e massiccio edificio molto probabilmente
di origine medioevale. A dare conferma alla tesi che si
trattasse di una fortificazione da inserire in un ampio
e organico sistema difensivo del Monte di Brianza ci viene
in aiuto la sua denominazione popolare. Ancor oggi questo
"edificio" che costeggia la strada che da Castello
Brianza porta a Colle, viene chiamato "la Tor".
2. Dal punto di vista storico - artistico
è di particolare importanza la Chiesetta di S. Martino.
Molti sono gli enigmi che sono rimasti intorno a questo
sacro edificio, anche perché spesso nei manoscritti
medioevali viene confusa con la Chiesa di S. Maria in Tegnone.
Su una trave laterale è stata ritrovata una iscrizione
con l'anno 1213. Il primo documento scritto risale però
solamente al 1567, dove tra l'altro è attestata la
presenza di un Battistero.
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Nava
L'antico borgo oggi sede del comune di Colle Brianza, ha
un'origine alquanto discussa ed incerta.
Spesso nel Medioevo viene confusa con il Monte di Brianza.
Probabilmente sorse ai lati di una via strategica che collegava
il Monte Barro a S. Maria Hoè.
Da vedere :
1. La Chiesa dedicata a S. Michele e alla Sacra Famiglia
risale al XVI secolo. La decorazione interna è dei
primi anni del Novecento.
2. Il Campanile eretto nel secolo scorso, sorge su un basamento
quadrangolare di una più antica torre risalente probabilmente
al XII - XIII secolo.
3. All'interno della sacrestia è conservato un prezioso
dipinto su legno dal soggetto inconsueto : "L'allegoria
del vino eucaristico". La tavola cinquecentesca raffigura
al centro, il patriarca Noè che pianta una vite,
gli Apostoli che raccolgono i tralci, poi pigiati da S.
Pietro. In una vasca giace il Cristo sopra il quale è
avvitata la croce ; dalle piaghe del Salvatore sprizza il
sangue. La scena della chiusura delle botti da parte di
un re e di alcuni alti prelati si svolge in un atrio buio,
forse per sottolineare l'ambiente di corruzione della Chiesa
di quel periodo. In alto è raffigurata la storia
di un giovane che bussa alla porta di un convento, si prostra
davanti a un frate, e infine, vestito l'abito sacerdotale,
distribuisce l'Eucarestia sotto la specie del vino.
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Ravellino già Tegnone
Posto su una strada di notevole interesse fin dall'antichità, divenne con il tempo importante centro di scambi e luogo di sosta. Abbastanza sappiamo della vita e della storia di Tegnone a partire dal XIII secolo. Documenti notarili attestano la presenza di un piccolo mercato, di un ospedale con una Chiesetta dedicata a S. Maria e di una comunità di Umiliati. Si hanno notizie inoltre di una Chiesa di S Giacinto ormai perduta. Non dobbiamo dimenticare che qui nacque nel 1577 l'illustre storico Giuseppe Ripamonti. A suo ricordo sulla casa natale vi è ora una lapide. Nel 1860 il nome Tegnone venne cambiato con Ravellino, nome della sorgente che alimenta la fontana del paese.
Da vedere :
1. L'importanza del lavatoio è data dalla base di granito della vasca più piccola : costituirebbe il coperchio di un sarcofago ed è da far risalire al periodo Alto Medioevale
2. L'attuale Chiesa dedicata alla "Madonna della Cèriola" risale presumibilmente al XVI secolo. Al suo interno è conservata una preziosa pala d'altare dei primi anni del '600, raffigurante la presentazione al Tempio di Gesù e la Purificazione di Maria. Ai lati anacronisticamente sono rappresentati alcuni Santi.
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Madonna Del Sasso
Il Santuario della Madonna del sasso venne eretto nel secolo scorso per ricordare l'apparizione della S. Vergine il 23 Luglio 1657 alla signora Giovanna Fumagalli.
Le apparve per ben tre volte nella cosiddetta "Valle dei Sapelli", e operò prodigiose guarigioni registrate nell'archivio parrocchiale di Giovenzana.
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San Nicola
La piccola Chiesa è probabilmente da far risalire al XIV - XV secolo. Le prime testimonianze scritte le troviamo solamente a partire dal XVIII secolo, quando l'edificio sacro venne ampliato e ristrutturato.
All'interno si trova una statua di S. Nicola precedentemente venerata nell'oratorio di S. Genesio. L'attuale statua della Madonna del Carmine è del 1841.
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San Genesio
Ai tempi dei romani , il Monte era dedicato al dio Giano.
Probabilmente un piccolo tempio a lui dedicato dava ai luoghi un'aura di sacralità.
"CAPPELLA SANCTI GENEXI IN MONTE SOMA" è una citazione di u documento notarile del 950. Probabilmente in epoca cristiana, i cultori della nuova religione, per cancellare il ricordo delle antiche credenze pagane, costruirono "IN ALTO AL MONTE" una Cappella dedicata a S. Genesio.
Nel 1592 il tempietto medioevale e le sue adiacenze passarono sotto la giurisdizione degli Agostiniani fino al 1770. In seguito fu abbandonato. Dal 1863 al 1938 ci fu una comunità di frati Camaldolesi che ricostruirono la Chiesa e l'attiguo convento.
Qui i frati conducevano una vita eremitica, dediti alla preghiera, alla riflessione e al lavoro, secondo la loro regola.
In questo ambiente, immersi nei verdi boschi, la sensazione di quiete e di pace e persino d'altri tempi, pare quasi materializzarsi. Natura e arte sembrano volerci raccontare in questo suggestivo paesaggio storie e vicende passate. Solo loro sono rimaste come mute testimoni.
Da vedere :
1. La Chiesa di S. Giuseppe venne completamente ricostruita dai frati Camaldolesi nel XIX secolo, su una Chiesa antecedente e il giardino alle sue adiacenze.
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Cagliano
Nome di origine latina, presumibilmente derivante da "CALLIS IANUS" Ossia "strada pedonale per il tempio di Giano" (situato a S. Genesio). Era stato forse pensato come centro per ospitare guarnigioni che controllassero la vallata sottostante. Rapido e veloce doveva così essere il collegamento con altre fortezze (Hoè, Brianza,...).
Da vedere :
1. La Chiesa di S. Materno è probabilmente del XVI secolo.
2. Da notare al cune cascine di varie epoche abbastanza ben conservate. Su una di queste si può osservare una bellissima edicola delle Madonna.
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Giovenzana
"DOMINUS" intorno a questo termine latino bisogna porre l'attenzione per capire l'origine di Giovenzana e del suo patrono S. Donnino di cui tutt'oggi non si hanno notizie certe.
L'attuale Chiesa del paese è databile intorno al 1600 (nel 1609 viene istituita la parrocchia).
Nel '400 in alcuni manoscritti viene citato come comune autonomo.
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Campsirago
Dal nome latino "CAMPI SIRATI" ossia "TERRENI COLTIVATI MUNITI DI SILOS", si può constatare la più che millenaria tradizione agricola di questo centro. Molto probabilmente la piccola comunità conservava cibi e raccolti in questi depositi (forse anche sotterranei) e poteva così essere autosufficiente in tutte le sue necessità. Per il momento non sono stati fatti studi o ricerche in merito.
Da parecchi anni, durante il periodo estivo si svolge un'importante manifestazione teatrale ad alto livello artistico.
Da vedere :
1. Le attuali costruzioni risalgono al XIV - XV secolo con alcuni edifici forse di epoca medioevale. Non può sfuggire all'attenzione un portale con arco a tutto sesto.
2. All'incirca dello stesso periodo è la Chiesa dedicata a S. Gaetano attualmente in stato di avanzato degrado.
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